Le proteste negli Stati Uniti ed il movimento BlackLivesMatter

4 Giugno 2020

Il clima in America è molto teso e ci troviamo nel bel mezzo di chaos generale, confusione, rabbia e malcontento in un periodo di pandemia ed emergenza  mondiale si aggiungono le proteste negli Stati Uniti
e nel mondo per la morte di George Floyd.
Abbiamo bisogno di farci sentire, abbiamo bisogno di ottenere l
a libertà e l’uguaglianza dei diritti,
cosa che purtroppo ancora oggi in America non è stata raggiunta.

 

Sono giorni scossi questi, giorni in cui gli Expat italiani in America stanno ricevendo decine di messaggi dai cari in Italia: “Come stai? Com’è la situazione a New York?
Sembra essere critica. È surreale. Sei al sicuro? È pericoloso? Non uscire!”.
Gli stessi messaggi che ricevevamo fino a pochi giorni fa a causa del Covid-19.
Ma adesso la preoccupazione si è sposata su altro.

Ci troviamo in un momento storico molto importante ed ora come non mai , si sta cercando di sensibilizzare le persone ma sopratutto gli americani, su un problema intrinseco nella storia degli Stati Uniti che è il quello del razzismo e per capire meglio le proteste attuali in America bisogna comprenderne la storia.
In questi giorni vi parlerò anche di quella.

 

Proteste negli Stati Uniti

25 maggio 2020. Minneapolis, nello stato del Minnesota. George Floyd un afroamericano di 46 anni, viene ucciso ingiustamente da un agente di polizia, il signor Chauvin circondato da altri agenti che rimangono a guardare invece di agire. Chauvin, dopo averlo steso a terra, si inginocchia sul collo del signor George per 8 minuti e 46 secondi, togliendogli così la vita nonostante i tentativi da parte di George di comunicare che gli mancasse il respiro.
Infatti son state proprio queste le sue ultime parole “I can’t breathe”, parole che vengono urlate durante le marce, che son state scritte nei cartelloni di protesta, nelle mascherine .
L’orribile evento è stato registrato sia da telecamere di video sorveglianza che da alcuni passanti. Ed è così che ha subito fatto il giro del mondo.

Da qui scaturiscono manifestazioni e proteste in tutti gli Stati Uniti, in almeno 140 città americane. “Enough is enough” quando è troppo è troppo urla la popolazione!

Domani venerdì 5 giugno, sarà una settimana esatta dall’inizio delle proteste in America che vedono partecipi persone di ogni colore marciare pacificamente in tantissimi quartieri tra i vari distretti di Manhattan, Bronx, Queens e Brooklyn.

Questa immagine rappresenta i protestanti stesi a terra per 8 minuti e 46 secondi, il tempo in cui George Floyd è stato trattenuto dall’agente a terra prima di morire.

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per 8 minuti e 46

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Durante queste manifestazioni, il cui scopo è quello di ottenere l’attenzione del governo e marciare a favore dei diritti dei neri che vengono continuamente infranti, purtroppo si nascondono molti looters, saccheggiatori che con atti vandalici spesso molto pericolosi stanno mettendo ulteriormente in ginocchio tante città negli USA.
Macchine incendiate, molte della polizia, irruzioni notturne e saccheggio di negozi, aggressione di agenti.

Purtroppo questi atti vandalici non hanno risparmiato i negozi e le proprietà di Manhattan (da Macy’s e i grandi negozi di lusso della 5th avenue a quelli in SoHo e del resto del Lower Manhattan) e di altri distretti con una maggiore presenza afroamericana, come il Bronx e Brooklyn, danneggiando così anche piccoli business messi già a dura prova dal lockdown in corso. le proteste negli Stati Uniti

Questa immagine mostra un negozio completamente barricato per prevenire possibili attacchi di looters.

Proteste negli Stati Uniti : manifestanti e looters

E’ però importante appunto non confondere i protester, i manifestanti, e i looter, i saccheggiatori. Infatti potremmo esser portati a confondere le due cose. D’altronde non tutti i notiziari fanno chiarezza su questa distinzione. Da un lato ci sono i manifestanti, indignati e frustati per quanto successo a Minneapolis e stanchi di decine di anni di sottomissione ed indifferenza. Dall’altro lato c’è la criminalità dei looters, gruppi estremi che stanno sfruttando la situazione per i propri interessi, sminuendo l’omicidio di George Floyd.
Si tratta di persone che hanno intenzioni e propositi completamente opposti. In risposta alla violenza e ai danni di proprietà messi in atto da questi criminali, le varie città colpite stanno imponendo il coprifuoco.

Il sindaco di New York City ha fissato il coprifuoco dalle 8pm alle 5am fino a domenica 7 giugno e raddoppiato la presenza della polizia, sperando così di mantenere la situazione sotto controllo. 36,000 sono i poliziotti NYPD chiamati in causa che per il momento non avranno più un giorno libero fino a che la situazione non si sarà stabilizzata.

 

Proteste negli Stati Uniti : razzismo in America

L’omicidio di George Floyd è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un altro nome che si è aggiunto alla lunga lista di afroamericani uccisi ingiustamente. La loro unica ‘colpa’ era il colore. Ma in realtà i manifestanti non sono indignati solo nei confronti di poliziotti come il signor Chauvin.
Le cause della loro rabbia sono molteplici e sono da ricercare nella particolare storia di questo Paese, dalla schiavitù, la segregazione razziale, secoli di violenza e discriminazione giustificati dalle leggi stesse. E purtroppo il razzismo nei confronti della minoranza afroamericana continua ad essere una dura ed atroce realtà ancora oggi.

Cosa significa questo?
Significa che oggi, per esempio, un nero viene pagato molto meno rispetto ad un bianco per lo stesso lavoro. Un nero ha più probabilità di essere ucciso o arrestato di un bianco.
Un nero ha meno accesso all’istruzione e alla sanità di un bianco.
George Floyd non sarebbe morto se non fosse stato nero. I manifestanti sono arrabbiati e protestano non solo per l’abuso di potere della polizia di Minneapolis, ma per il problema alla base di tutto questo: il razzismo, e quindi i mancati diritti della comunità afroamericana.
le proteste negli stati Uniti
I protester fanno sentire la loro voce marciando per le strade delle città americane, o si inginocchiano, si stendono per terra, come in una delle proteste di Denver, per rivendicare giustizia, cambiamento e riforma normativa!
E vogliono che il loro messaggio arrivi ai politici ed ai legislatori. Per esempio, come riportato in un articolo della rivista
Internazionale, un inizio per il cambiamento sarebbe quello di accettare leggi che finanzino l’attività formativa per superare i pregiudizi razziali, o che fissino gli standard sull’uso della forza da parte della polizia e che permettano di aprire indagini sugli incidenti mortali. 

le proteste negli Stati Uniti

Proteste di questa portata e forza non avvenivano dagli anni 60’, quando il movimento contro la segregazione razziale, capeggiato da Martin Luther King, raggiunse dimensioni di massa. Il film drammatico Selma racconta di ciò.

Cosa ha innescato le attuali proteste in America? La comunità afroamericana è stata quella maggiormente colpita dal Covid-19, a dimostrazione dei loro mancati privilegi e accessibilità alla sanità. A questo si aggiunge il diverso trattamento ricevuto nei mesi scorsi, nella maggior parte dei casi i neri venivano arrestati in nome del distanziamento sociale, i bianchi no.
Fino ad arrivare allo sdegno per le menzogne dei poliziotti coinvolti nell’assassinio di George Floyd, screditate successivamente dai video.

Proteste negli Stati Uniti : Il movimento Black Lives Matter

Chiunque si sia collegato sui social in questi giorni avrà sicuramente notato il costante uso degli hashtag #blacklivesmatter e #blackouttuesday, utilizzati per manifestare la propria presa di posizione contro il razzismo.

Il primo hashtag si rifa al movimento Black Lives Matter, che tradotto significa ‘la vita dei neri conta’. Il movimento nasce nel 2013 in risposta all’assoluzione dell’omicida di Trayvon Martin, un adolescente afroamericano di 17 anni della Florida. La Fondazione Black Lives Matter, Inc è un’organizzazione mondiale presente in America, Regno Unito e Canada, con la missione di abolire la supremazia bianca a costruire un potere locale per intervenire quando la violenza viene inflitta alla comunità nera da parte dello stato e dei vigilanti. Potete navigare sul loro sito per approfondire come si adoperano per un mondo in cui le vite dei neri non vengono più prese di mira.

Tra le proteste negli stati Uniti, in questo video qualche clip di quella in Queens sabato 30 maggio.

L’hashtag #blackouttuesday nasce invece da un’iniziativa di due dirigenti musicali, Jamila Thomas e Brianna Agyemang. L’intenzione era quella di interrompere le proprie comunicazioni sui social per un giorno intero, martedì 2 giugno, per potersi concentrare sulle richieste dei manifestanti, non pubblicando nulla, a parte una foto nera.

 

Proteste negli Stati Uniti : chi sta organizzando le proteste negli Stati Uniti?

Le proteste nelle città americane stanno nascendo in maniera prevalentemente spontanea ed auto-organizzata.

Sfruttando gruppi su Instagram e Facebook, vengono comunicati orario e luogo delle manifestazioni pacifiche, aggiornando i protesters su tutti gli spostamenti, anche in tempo reale. In questo modo si cerca di agire in modo ordinato e di provvedere assistenza ai manifestanti distribuendo bottigliette d’acqua, guanti e, in alcuni casi, mascherine.

 

Proteste negli Stati Uniti : proteste passate e presenti a New York City

Parlando di schiavitù, raramente verrebbe in mente un forte coinvolgimento della città di New York. Eppure nel passato ospitava uno dei più grandi mercati di schiavi del paese, nei dintorni di Wall Street. Proprio qui, nel 1712, ci fu una delle prime rivolte nella storia di New York City, la Rivolta degli Schiavi di New York. Altre proteste da non sottovalutare avvennero ad Harlem tra il 1920 e il 1960 per rivendicare i diritti degli afroamericani.

Nuovamente, New York City sta accogliendo proprio in questi giorni migliaia di manifestanti che hanno a cuore la causa della minoranza di colore, con una forza e potenza difficili da passare inosservati. E nel sostenere la giusta causa ci sono due sfide da tener presenti.
In primis, la città è ancora in fase di lockdown e il virus è una minaccia presente.
I manifestanti sono chiamati ad agire in modo responsabile per il bene comune. L’altra sfida è la gestione dei disordini creati dai looters. Fa male vedere la città danneggiata a causa loro, sentire le volanti della polizia fino a notte tarda, chiedersi in continuazione cosa stia succedendo.
Ma New York City è forte! Per questo confidiamo che questi atti criminali avranno vita breve e non offuscheranno la parte giustificata e pacifica delle manifestazioni, che invece sta costruendo la storia di questo paese.

Se volete approfondire consigliamo:
1) articolo sulla schiavitù in America e sull’origine e storia del razzismo.
2) 10 tra gli Afro-Americani più influenti
3) 20 migliori film e documentari sul razzismo

 

Articolo in collaborazione con Valentina La Torre.

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