Greenwich Village a New York: 13 posti che hanno cambiato il corso della storia

13 October 2020

Il Greenwich Village a New York è una delle zone più apprezzate dai local e dai turisti. Il quartiere è noto storicamente per la musica e i tipici palazzi in mattone rosso che ricordano lo stile francese. Tanti artisti, attori e musicisti hanno dato l’avvio alla carriera nei locali distribuiti dalla 14th a Houston Street. Tra gli altri vi citiamo Woody Allen, Dustin Hoffman, Barbra Streisand e Nina Simone. Eppure, questo quartiere intorno a Washington Square Park, ha guadagnato a livello storico un importante valore simbolico. Andrew Berman, direttore esecutivo del Greenwich Village Society for Historic Preservation, ha pubblicato un articolo sul portale 6sqft il 21 marzo 2019. Berman ha passato in rassegna 13 luoghi del Greenwich Village a New York che hanno fatto la storia e che vi raccontiamo nell’articolo.

 

Greenwich Village a New York: i luoghi simbolo

  1. Il sistema a griglia di Manhattan

John Randall Jr. fu un topografo e un ingegnere civile, nato ad Albany nel 1787. Il suo ufficio era situato nel Village, al 329 di Bleecker Street. Proprio fra quelle mura, tra il 1807 e il 1809, Randall e una squadra di commissari posero le basi del Commissioners’ Plan del 1811. Il progetto diede il via allo sviluppo della griglia di New York dalla 14th Street alla 155th Street. Una struttura arrivata fino ai giorni nostri che ha ispirato la pianificazione stradale in altre città.

Greenwich Village a New York
(Un disegno moderno della versione del 1807 del piano a griglia dei Commissari per Manhattan, pochi anni prima che fosse adottato nel 1811, fonte Wikipedia)

2) Nascita del movimento LGBT

La nascita del movimento di liberazione LGBT, è partito dal Greenwich Village di New York nella notte del 28 giugno del 1969. La resistenza alla polizia allo Stonewall Inn al 53-55 di Christopher Street, provocò una serie di scontri violenti nelle notti seguenti. Alle proteste parteciparono la comunità LGBT oltre a tanti sostenitori. I moti di Stonewall o Stonewall Riots hanno rappresentato il momento di svolta per la tutela dei diritti delle persone omosessuali. Da quel momento, ogni anno si celebra l’anniversario di questo momento storico con marce in tutto il mondo.
Purtroppo il Gay Pride a New York 2020 è saltato ma ve ne parliamo nel Blog.

E se siete tipi curiosi, vi consiglio di prenotare un giro nel Village per scoprire gli angoli più nascosti e tanti aneddoti.

 

3) Il processo ad Henry Thaw

Nel 1906, durante una cena sul rooftop del Madison Square Garden (all’epoca fra 26th Street e Madison Ave), Henry Thaw uccise l’architetto Stanford White. Il movente fu attribuito alla gelosia nei confronti di White che precedentemente, ebbe una relazione con Evelyn Nesbitt, moglie di Thaw. Il processo, chiamato “The trail of the Century” (il processo dell’anno), coinvolse l’alta borghesia newyorkese, scatenando un interesse mediatico senza precedenti.

4) Il Café Society e l’integrazione razziale

Nel 1938, Barney Josephson aprì il Café Society, al numero 1 di Sheridan Square. Per la prima volta, il proprietario offrì la possibilità a bianchi e neri di esibirsi sullo stesso palco. Il locale ospitò artisti, diventate stelle a livello internazionale. Billie Holiday cantò per la prima volta “Strange Fruit” al Café Society e Bayard Rustin, consigliere di Martin Luther King Jr, lì iniziò la carriera.

Greenwich Village a New York
(Cafè Society downtown, credit Bowery Boys)

5) La chiesa Greek Revival e le elezioni del 1884

Un altro luogo che ha scritto la storia nel Greenwich Village a New York, è la vecchia chiesa Greek Revival. Il reverendo Samuel Burchard, capo della Presbyterian Church sulla 13th Street, ebbe un ruolo cruciale nella campagna elettorale per le elezioni del 1885. Schierato sul fronte repubblicano, pronunciò contro il candidato democratico, uno dei più noti oltraggi della storia politica americana. Chiese infatti ai suoi di non sostenere il partito del “rum, romanism, and rebellion,” “Rum, il Cattolicesimo e la ribellione”. Cleveland, vincitore delle elezioni, è stato l’unico presidente democratico fra il 1860 e il 1912.

6) Jane Jacobs e una nuova idea di città

Nel dopoguerra, l’urbanista Robert Moses, sostenne l’esigenza di rinnovare la struttura urbanistica della città di New York. Nel suo progetto, incluse idee all’avanguardia come ferrovie sospese, spazi all’aperto e nuovi complessi. Jane Jacobs, una scrittrice residente nel Greenwich Village, si oppose a questa idea sostenendo che un rinnovamento avrebbe potuto disintegrare le comunità. La sua intuizione, la portò a scrivere il libro “The Death and Life of Great American Cities”. La Jacobs pose l’accento sulla necessità di rivalutare le città, rinnovando gli edifici presenti, secondo le esigenze della comunità.

7) L’insediamento dei neri nel Nord America

La fondazione di Nuova Amsterdam nel 1624 portò i primi africani a lavorare in America. Fra il 1640 e il 1664, 27 schiavi africani acquisirono oltre alla libertà una terra dove stabilirsi. Chiamata “the Land of the Blacks” (La terra dei Neri), il territorio si estendeva fino al Greenwich Village. Marycke, ex schiava che ottenne la libertà, ricevette un appezzamento di terreno nei pressi del Greenwich Village Historic District.

8) Il primo treno elevato

Negli anni della rivoluzione industriale, si fece strada la possibilità di costruire treni sopraelevati per alleggerire il traffico su strada. Il primo esemplare della ferrovia elevata sulla Ninth Avenue, fu un monorotaia che percorreva un singolo binario di ferro. Chiamata “the One-Legged Railroad,” (la ferrovia su una gamba) divenne uno strumento fondamentale per l’espansione di New York dopo la Guerra Civile. Abbattuta nel 1940, è rimasto un segnale in ricordo all’incrocio fra Charles Street e Greenwich Street.

Greenwich Village a New York
(credit: 6sqft)

A proposito di ferrovie storiche, vi lasciamo un articolo sulla celebre High Line.

9) La New School e la storia afroamericana

Fondata oltre un secolo fa, la New School negli anni ha ospitato letterati che scappavano da persecuzioni negli Stati Uniti e in Europa. Situata nel Greenwich Village a New York ha vantato la presenza di insegnanti come John Maynard Keynes, Margaret Mead, Martha Graham, Frank Lloyd Wright, Aaron Copland, and W. H. Auden. La New School ha introdotto i primi corsi di studi afroamericani nel 1948, tenuti da W.E.B. du Bois. Nel 1962 ha presentato il primo corso dedicato alla storia delle donne negli Stati Uniti curato da Gerda Lerner.

Greenwich Village a New York, The New School
(The New School, credit Archilovers)

Qui vi lasciamo un articolo dedicato alla storia afroamericana

10) Il Whitney Museum e l’arte contemporanea americana

Gertrude Vanderbilt Whitney per molti anni, aiutò giovani artisti a esporre le loro opere, acquistandole in prima persona. Dopo aver raccolto oltre 500 lavori, presentò una collaborazione al Metropolitan Museum of Art che rifiutò la proposta. Decise allora di aprire il museo omonimo, dedicato agli artisti locali nel 1931, al numero 8 su West Eighth Street. Dopo alcuni spostamenti, nel 2015 il Whitney ha trovato una nuova ubicazione su Gansevoort Street.

11) The “Rocky Horror Picture Show”

Il Rocky Horror Picture Show ha ottenuto successo grazie all’intuizione di Denise Borden, manager del Waverly Theater (ora IFC Film Center). La Borden offrì una serie di repliche notturne e ideò uno show interattivo prima e durante il film, coinvolgendo il pubblico con travestimenti e improvvisazioni. Da quel momento, il format è stato replicato in tutto il mondo. Nel 2005 il film è stato selezionato dalla Library of Congress, per entrare nella U.S. National Film Registry.

12) La prima pubblicazione dell’“Ulysses”

L’”Ulysses” di Joyce è considerato un capolavoro della letteratura moderna. Il libro è stato pubblicato per la prima volta sul magazine The Little Review nel 1918 in una serie di puntate. La pubblicazione e diffusione sono state successivamente vietate fra il 1921 e il 1930.

13) “L’autobiografia di Malcolm X”

Il viaggio fra i luoghi che hanno scritto la storia nel Greenwich Village a New York, si conclude con Malcolm X. Il leader dei diritti civili scrisse l’autobiografia insieme ad Alex Haley che lo intervistò nel suo studio a Grove Street.

Abbiamo parlato della vita di Malcolm X e di altre figure influenti della storia afroamericana in questo articolo.

 

Articolo in collaborazione con Chiara Mezzini de “Il Basket secondo Mez

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