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16 Dicembre 2020

Il grande incendio di New York del 1835 a 185 anni di distanza

Sono passati ben 185 anni da quella notte, il grande incendio di New York del 1835 fu l’incubo che innescò una crisi politica e aiutò a modernizzare il sistema dei vigili del fuoco.

il grande incendio di New York del 1835 New York Historical Society ruins
Una mappa delle rovine, 19 dicembre 1985 (pic credit: New York Historical Society)

La notte del 16 dicembre 1835 era gelida, così fredda che l’East River gelò. Eppure quella notte gli spettatori si affollavano sulle sue rive a Brooklyn, guardando New York bruciare. L’intero distretto finanziario era in fiamme, si stava trasformando in un mucchio di cenere e macerie. “L’intera città sembrava una terribile cortina di fiamme”, ha scritto George William Sheldon, un cronista dei primi incendi di New York.
New York come tutte le città preindustriali, era una città in cui gli incendi erano molto frequenti, costruita nel ‘600 con molte strutture in legno, una vicino all’altra, l’utilizzo di candele e torce aumentava il rischio di incendi. Le strade erano molto piccole e poche le precauzioni.

Il primo incendio documentato nella storia di New York fu quello del 1628, New York aveva solo pochi anni.
Fu cosi che già dal 1648, la città di New Amsterdam stava passando una legge per la prevenzione sugli incendi molti dei quali erano causati dai camini in legno che non venivano puliti adeguatamente.
il grande incendio di New York del 1835 New York Historical Society
Incendio osservato da Williamsburg (pic credit: New York Historical Society)

 

Il grande incendio di New York del 1835: la città prima dell’incendio

Ora noto come il Grande Incendio del 1835, l’incendio ha distrutto mezzo miliardo di dollari di proprietà, ha raso al suolo 17 isolati e quasi distrutto una città in piena espansione. I newyorkesi possono ringraziare questo incendio per l’acqua che bevono e per le strade che attraversano anche oggi.

Il pensiero che New York all’epoca non fosse una delle città più importanti d’America sembra ora ridicolo, ma nel 1835 aveva guadagnato prestigio e rispetto nazionale solo di recente. Un decennio prima, il Canale dell’Erie aveva spostato l’equilibrio del potere economico del paese verso lo Stato di New York, che ora aveva un filo diretto con le ricche città del Midwest. Il porto di New York era ora il porto più grande e importante d’America, superando il commercio combinato di Baltimora, Boston e New Orleans. E in risposta, la città era esplosa.

Grazie a ciò la popolazione aumentò di oltre 60% tra 1820 e 1830 e cosi anche la costruzione di edifici in legno anche se l’approvvigionamento idrico della città non riuscì a tenere il passo con il ritmo dello sviluppo. Nel 1832 a causa si scarsa igiene ed acqua stagnante sperimento un’epidemia di colera, in aggiunta la mancanza di un dipartimento dei vigili del foco professionale per combattere gli incendi.

I vigili del fuoco di New York City erano gestiti su base volontaria e si affidavano all’aiuto di uomini che gironzolavano per la stazione nella speranza di sentire un allarme. Questi vigili del fuoco hanno utilizzato tubi per aspirare l’acqua dall’East River e dal fiume Hudson invece di accedere all’acqua all’interno della città stessa.

Il grande incendio di New York del 1835: la notte dell’incendio

La notte del 16 dicembre 1835, si sparse la voce tra i vigili del fuoco volontari che un magazzino di merci secche vicino a Hanover Square era in fiamme. Purtroppo la notizia non si  e diffusa rapidamente, la notte prima si era verificato un altro piccolo incendio ed i volontari non erano pronti a combatterne un’altro, sopratutto di quelle dimensioni.

il grande incendio di New York del 1835(pic credit: New York Public Library)

Le temperature erano sotto lo zero, il vento pungente e ciò impediva ai vigili del fuoco di portare i tubi fino all’East River e al fiume Hudson. L’aria gelida ha reso quasi impossibile il funzionamento dei loro camion con manichette e quando i vigili del fuoco hanno perforato il ghiaccio sopra il fiume per prendere l’acqua, si è congelato intorno ai tubi.

Dopo svariati tentativi, i vigili del fuoco realizzarono che non sarebbero stati in grado di spegnere l’incendio, addirittura le fiamme vennero avvistate da Filadelfia. I soccorsi arrivarono anche da li.
Circa 700 edifici vennero danneggiati tra cui un ufficio postale, una chiesa, la borsa dei valori e la Merchant’s Exchange, un edificio di recente costruzione che era un simbolo della potenza economica di New York oggi rinominato 55 Wall street.

 

Il grande incendio di New York del 1835: le notizie del giorno dopo

“South Street è stata bruciata … Exchange Place è stata bruciata … Wall Street è stata bruciata”, scriveva il New York Courier and Enquirer la mattina successiva – un giornale quotidiano pubblicato a New York dal 1829 al 1861.

23 delle 26 compagnie assicurative di New York hanno fallito, mentre gli assicuratori di Hartford, nel Connecticut, sono diventati famosi per la loro capacità di far fronte alle loro polizze, spostando invece gran parte del business assicurativo a nord.

Solo due persone sono morte nell’incendio che ha cambiato irrevocabilmente New York. Lower Manhattan è stata riprogettata e gli urbanisti hanno cercato di allargare le strade ed aggiornare la griglia che è ancora lì oggi di cui parleremo in un altro articolo sul BLOG, ma se siete curiosi e vi fa piacere leggere qualche notizia in inglese, eccovi un articolo di riferimento del Museum of The City of New York.

New York ha imparato dai tentativi infruttuosi dei vigili del fuoco di procurarsi l’acqua per combattere l’incendio. La città ha accelerato i piani per costruire un acquedotto che attingeva l’acqua dal fiume Croton, e presto i newyorkesi hanno avuto accesso ad acqua potabile pulita che potrebbe essere utilizzata anche per combattere gli incendi. Ben presto, l’incendio fu solo un ricordo, ma i cambiamenti che impose alla città si possono ancora vedere oggi.

Vi interessa saperne di piu sulla storia di New York?
Vi lascio un post sull’etimologia dei nomi dei quartieri di Manhattan.

Alcune parti sono state estratte dall’articolo su history.com.

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Dinamica, solare, positiva ed estremamente professionale. Kiara non è solo una delle migliori guide italiane di New York (conosco benissimo la città, eppure lei riesce sempre a sorprendermi con novità e luoghi insoliti) ma anche un'apprezzata Vlogger e Content Creator per il web. Ho avuto modo di collaborare con lei in più di un'occasione, la sua preparazione e la sua serietà sono fuori discussione. Il suo grande valore aggiunto è costituito dall'entusiasmo e dalla determinazione con cui affronta e porta avanti ogni nuovo progetto. Consigliata a chi desidera scoprire Nyc in maniera più autentica e approfondita ma anche ad enti ed aziende che desiderano sviluppare in maniera efficace i loro progetti sul web.
Simona Sacri
Writer specializzata in USA socia onoraria Visit USA Italy
Poche volte nella vita si incontrano persone come Kiara, solare, determinata, capace, sognatrice e ottima professionista. Dicono che per diventare persone di successo bisogna emulare chi l’ha fatto prima di te, e di certo, Kiara, è una persona che quel suo personale successo l’ha ottenuto!
Cristian Barbarino
Graficoach, Digital Entrepreneur
Kiara, con la sua agenzia New York City 4 All, non vi propone solo dei tour e dei servizi ma una vera e propria esperienza di New York! Vi fa scoprire luoghi e aspetti della città che raramente avrete occasione di conoscere, tanto più se siete in città solo per pochi giorni. Con i suoi vlog vi porta all'interno di eventi, curiosità, mostre, nei locali più nuovi e di tendenza, offrendo informazioni utili e idee non solo per i turisti ma anche per chi a New York ci vive ma non riesce a stare al passo con tutto quello che questa meravigliosa città offre ogni giorno. E la sua collaborazione con brand, locali, ristoranti, palestre, fa entrare Kiara nel tessuto della città ogni giorno di più... e noi con lei!
Chiara Barbo
Giornalista e scrittrice per La Voce di New York