A New York con Giuseppe Liuzzo – BOB Liuzzo

Hi Everyone, oggi ospitiamo nel blog Giuseppe, un pro del branding e grandissimo grafico. Giuseppe ci racconterà il suo punto di vista su New York.

Ciao Giuseppe puoi raccontarci un po di te? Di dove sei, dove vivi e che blog o agenzia gestisci?

Raccontare di me è sempre la parte che odio di più. Mi chiamo Giuseppe Liuzzo ma tutti mi conoscono come BOB. Vivo a Milano ma sono nato sulla east coast, non americana, ma siciliana, Catania; una città solare posizionata, appunto, sulla east coast della Sicilia affacciata sul mare e coccolata dal vulcano più grande d’Europa, l’Etna.

Da bravo siciliano non mi è permesso lavorare quindi preferisco dire che ho tanti hobby retribuiti. Sono un graphic e brand designer freelance, ricopro il ruolo di coordinatore accademico nel dipartimento di Graphic Design dello IED (Istituto Europeo di Design) di Milano e porto sui social, soprattutto sul mio canale YouTube, le mie passioni: la comunicazione visiva, con i miei vlog cerco di spiegare la complessità che sta dietro a loghi, colori e strategie di comunicazione, il cibo(soprattutto quello GRASSO) e i viaggi. I tre argomenti vengono spesso uniti fino a far scomparire i confini che li contraddistinguono.

Penso di trovarmi a far questa brutta figura a causa delle mie due serie su YouTube dal titolo “I BOB New York” vero?!

Quante volte sei stato a New York e in che anni?  L’hai trovata cambiata e quali sono le cose che ti hanno colpito di più nel cambiamento?

Le volte che si visita New York non sono mai abbastanza! Fino ad oggi ho avuto il piacere di vedere e visitare NYC molte volte, forse una decina, iniziando dalla mia prima visita in cui ero molto piccolo, non ricordo l’età ma non superavo i 10 anni, ricordo una New York vista attraverso gli occhi di un bambino, con Canal Street piena di odori e zainetti dei Power Rangers di plastica appesi fuori dai negozi, McDonald che ancora appariva come inusuale, ma come tutte le cose accadute da bambini, i pensieri sono troppo romanzati.

Crescendo ho visitato New York varie volte, nel 2002 ho provato lo strano silenzio che avvolgeva il World Trade Center e provato l’ebrezza di vivere a Whitestone (Queens) e far 3 ore di viaggio tra bus e metro per raggiungere il centro.

Nel 2007 ho vissuto in città per un un anno (poi l’ho lasciata prima che mi indurisse cit.) per frequentare la School of Visual Arts dove avevo vinto una borsa di studio. Vivevo a Brooklyn, esattamente a Williamsburg, un quartiere di cui sono ancora innamorato ma non quello di oggi, non c’era l’apple store, starbucks, i taxi non ti portavano a casa e la neve veniva spazzata di rado. Ma già c’erano gli artisti e le good vibes che ora, purtroppo, sento spostarsi altrove ma questo è il destino di qualsiasi luogo diventi popolare.

New York è un sinonimo di cambiamento, ogni volta che torno nella grande mela è come se tutto ricominci da capo, come il sequel di una serie di cui adori i personaggi ma di cui non conosci le nuove avventure. NY si muove, muta, cambia pelle. Qualcuno diceva che non è una città ma un esperimento per vedere se tutto il mondo possa vivere in un solo luogo, quindi, se il mondo cambia NY cambia di conseguenza.

Cosa mi ha colpito di più?! Beh servirebbe un articolo lungo 7 Km per dirlo e non vorrei far slogare le dita ai tuoi lettori per scrollare così a lungo. Quindi citerò solo 3 cose.

  • Il Kellogg’s Diner su Metropolitan Av. Non ha nulla di speciale ma quel luogo ha accolto il mio appetito e i miei stati d’animo 24 ore su 24 quando vivevo li e il loro MEATBALL PARMIGIANA HERO era sempre pronto a darmi la forza per superare qualsiasi avversità!

  • Il City Reliquary, che prima era su Hope St. ora si trova anche lui su Metropolitan Av. Un luogo magico, dove la spazzatura diventa sogno e storia di una città che sta attorno a te ma che non esiste più al tempo stesso.

  • La velocità, si non è un luogo visitabile ma mi manca lo stato mentale che New York istalla nel tuo cervello, ti porta a pensare e agire ad una velocità doppia rispetto ad altri luoghi nel mondo.

Mi fermo qui, altrimenti divento come mio nonno, nostalgico e logorroico 😉

Dove alloggiavi e come ti sei trovato?

Ho alloggiato in molti posti nel tempo, da un fantastico studio a Murray Hill al 21° piano, Ostelli ad Harlem, appartamenti disastrati a Brooklyn.

Una volta ho vissuto da imbucato per 1 settimana al dormitorio della NYU. Ultimante uso spesso Airbnb quando torno a New York e di solito scelgo di stare il più vicino possibile a Williamsburg, anche se so che non è più il luogo che conoscevo mi reputo un inguaribile nostalgico.

 

Devo dire che a New York lo spazio non è tanto ma mi sono sempre trovato bene ovunque. Sono consapevole che alcuni luoghi erano appartamenti piccoli e polverosi ma l’essere circondato da quella città riesce a farmi sopportare tutto.

Cosa apprezzi della Grande Mela?

Tutto è una risposta valida?! Da Graphic Designer apprezzo (e ringrazio) New York perché insegna come comunicare in maniera visiva, come progettare una campagna di comunicazione, un poster, uno sticker. Far vedere la propria comunicazione in Italia e facile, se metto il mio poster a Brera il prossimo sarà a molti metri di distanza e sarà ovvio che le persone noteranno il mio messaggio, a New York quei metri diventano centimetri e comprendi quanto comunicare sia complesso.

Apprezzo della Grande mela l’amore dei suoi cittadini, il suo apprezzare gli stranieri perché consapevoli che gli “immigrati” (parola che odio) sono coloro che hanno costruito quella città e quella nazione e che continuano a farlo giorno dopo giorno.

Apprezzo che gli artisti in metropolitana mostrino talento anziché mendicare con la compassione, riuscendo a volte a trasformare una stazione in una vera e propria festa. Ricordo un gruppo jazz che ogni venerdì sera animava la fermata del treno L di UNION SQUARE in direzione Brooklyn, a volte ho atteso appositamente il prossimo treno per non lasciare la festa troppo presto.

Di New York apprezzo il suo essere specializzata in tutto. Le altre città sono specializzate in 1, 2 o 3 cose, Milano con Finanza e Moda, Roma con il cinema e il turismo, Londra con l’economia ma NY è specializzata in tutto. Qualsiasi cosa tu stia cercando, la troverai e a qualsiasi orario del giorno o della notte!

 

Cosa invece non invidi alla città?

Non invidio di New York i costi, che purtroppo stanno crescendo sempre di più, sembro irrazionale, anche Milano diventa sempre più costosa ma è nulla se paragonato alla grande mela. In fondo lo comprendo, è un gioco di domanda e offerta. Ma la mia paura è che il crescere dei costi la renda noiosa e manageriale distruggendo il suo animo creato dal saper arrangiarsi con poco. Forse il mio pensiero è complottaro e pessimista, figurati non accadrà mai!

Qual e’ il tuo posto preferito a New York e perché?

Non sono incline ad avere “cose” preferite, non ho un colore preferito ho un cibo preferito. New York è grande e anche vivendo un’intera vita al suo interno non potresti mai conoscerla o visitarla tutta.

Se proprio vuoi una risposta posso dirti che il mio posto preferito della città sono gli angoli delle strade, perché posso girarli e scoprire sempre qualcosa di nuovo, inaspettato, un museo dedicato ai gangster nell’Ukrainan Village o una fattoria urbana con galline e pomodori a Bushwick in mezzo ai palazzi di mattoni anneriti dallo smog, per poi girare un altro angolo e trovare una vespa con i colori della bandiera italiana durante le feste a tema che avvengono a ferragosto su Roebling Av.

Spero ti vada bene come risposta 😉

Potresti elencare un paio di ristoranti e negozi che ti hanno colpito e che consiglieresti ai tuoi ed ai miei lettori?

Beh alcuni li ho già elencati, aggiungo alcuni locali come VINNI’S PIZZERIA su Bedford Avenue, oltre ad avere un’ottima pepperoni pizza, all’interno ci sono dei poster fantastici e il loro menu è un’opera d’arte (io l’ho incorniciato e appeso in casa).
Consiglio il Lyrics Diner sulla 3av. Vicino Gramercy Park, provate il Derby Burger, Avocado e Blue Cheese, una delizia.

Diffidate da Shake Shack, piuttosto se proprio volete mangiare un hamburger mignon provate il Blue Collar su Havemayer st. a Brooklyn.

Se amate i videogame andate al BARCADE, ormai si è infighettato parecchio con birre artigianali (e costose), ai miei tempi servivano birra in lattina da 2 dollari ahahah, ma rimane un luogo molto divertente per gli amanti dei videogame anni 80 e 90.

Vi rimando alle mie serie di viaggio su YouTube “I BOB New York” dove troverete altri consigli su luoghi e negozi che ho visitato nella grande mela.

Vivresti mai a NYC e se si perché?

Beh ci ho già vissuto e ci tornerei a vivere subito, anche se invecchiando si diventa più timorosi penso che se ne avessi l’opportunità tornerei immediatamente. Mi adagio sulla scusa che per ora a Milano le cose “girano bene” e non lo faccio.

Perché tornerei?! Perché stare al centro del mondo mi piace, pensare e agire velocemente mi attira e poi si mangia bene e si mangia di tutto!

C’e’ qualcosa che ti manca di New York ogni volta che la lasci?

Ogni volta che passo da New York vengo irrimediabilmente colto da una triste depressione quando arriva il momento di andare via. Mi mancano i suoi abitanti che non badano al tuo aspetto o alla tua provenienza, non sono i luoghi a mancarmi, e neanche la Dr. Pepper che ormai si trova anche in Italia, ma il modo di pensare che in quella città pervade anche i cassonetti dei rifiuti.

Motto e dove possiamo trovarti?

I motti li lascio alle pubblicità o ai politici, tendono a invecchiare molto presto e non ti permettono di cambiare rapidamente idea.

Dove potete trovarmi, beh sui social presumo: su YouTube Facebook. SuInstagram @whoisbob e Snapchat @whoisbob1

T-shirt store di BOB!

Se posso sbilanciarmi vi consiglio di guardare la mia intervista con Milton Glaser, autore del famoso marchio “ I LOVE NY” che trovate in versione ridotta all’interno degli episodi della mia serie “I BOB NY” e in versione integrale sul mio canale youtube, con la sua visione allargata sulla città e sul futuro e passato del lavoro creativo penso fornisca uno spaccato significativo di cosa sia l’anima della grande mela.

Se siete arrivati realmente a leggere questa intervista fino a questo punto, avete seri problemi mentali probabilmente ma vi ringrazio e vi auguro TANTE BELLE COSE FRESCHE!

P.S: Seguite NewYorkCity4All, non per i suoi tour e proposte sempre nuove ma per avere sempre sotto gli occhi un esempio di “coraggio” da sogno americano, una ragazza italiana che dal nulla e armata di passione sta costruendo una community e un futuro migliore! (sembra una marketta ma vi assicuro che non lo è)

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